Cobalto

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Cobalto

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Il cobalto è l'elemento chimico di numero atomico 27. Il suo simbolo è Co. Il nome deriva probabilmente dal greco kobalos, traducibile con folletto (ma vedi anche coboldo) . Caratteristiche È un elemento bianco-argenteo, ferromagnetico e molto duro. La sua temperatura di Curie è 1388 K con 1.6~1.7 magnetoni di Bohr per atomo. È associato spesso con il nichel, ed entrambi sono componenti caratteristici del ferro meteorico. I mammiferi hanno bisogno di piccole quantità di sali di cobalto... — | approfondisci »

Cobalto (colore)

Cobalto è il colore mostrato a destra. Si tratta di una gradazione fredda e desaturata del blu, storicamente creata dai sali del cobalto. È stata scoperta da Louis-Jacques Thenar nel 1802. Storia L'alluminato di cobalto, noto anche con il nome di blu cobalto, blu di Thénard e blu di Dresda, è un pigmento che venne sintetizzato per la prima volta nel 1802 da Thénard che scaldò insieme fosfato di cobalto o arsenato di cobalto e allumina; oggi viene ottenuto dalla calcinazione di ossido di... —

Violetto di cobalto

Il violetto di cobalto è una gradazione del colore viola. Procedimento di realizzazione È costituito da un arseniato di cobalto e magnesio. L'arseniato viene fatto precipitare, il quale, a seguito di questo trattamento, assume una colorazione rosa, indi, portato ad alta temperatura, il composto assume una tonalità violetta. Il tono di viola può differire a seconda della temperatura a cui viene esposto che può arrivare fino a tonalità molto scure. Caratteristiche tecniche La sua varietà... — | approfondisci »

Bomba al cobalto

La bomba al cobalto è un tipo particolare di bomba H proposta dal fisico Leo Szilard secondo il quale, producendo un fallout di lunga durata, essa avrebbe potuto cancellare la vita dalla Terra. Szilárd la propose nel febbraio del 1950, non come effettivo progetto, ma per evidenziare il fatto che presto sarebbe stato possibile creare armi in grado di cancellare la vita dalla Terra. Ad oggi non si ha notizia della presenza di bombe al cobalto in alcun arsenale. Funzionamento L'idea della... — | approfondisci »

Fattore cobalto II C20-metiltransferasi

La fattore cobalto II C20-metiltransferasi è un enzima appartenente alla classe delle transferasi, che catalizza la seguente reazione: S-adenosil- -metionina + fattore cobalto II S-adenosil- -omocisteina + fattore cobalto III L'enzima è coinvolto nella biosintesi anaerobia della vitamina B . Bibliografia ... — | approfondisci »

Idroformilazione

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catalizzatori metallici (in genere rodio, rutenio, cobalto, platino) o loro complessi. Le temperature in cui viene svolto il processo di idroformilazione si aggirano tra i 100 ed i 200 °C, mentre le pressioni si aggirano in genere intorno ai 200-450 bar. Selettività Un fattore importante di cui tenere conto per lo svolgimento del processo di idroformilazione è il rapporto tra aldeidi lineare e aldeidi ramificate prodotte. Infatti, escludendo il processo di idroformilazione dell'etilene, si può avere l... — | approfondisci »

Dermatite allergica

metallo presente in molti oggetti, come occhiali, collane, monete, cinturini di orologi ecc. Cromo La fonte principale di cromo è il cemento, ecco perché molti muratori e lavoratori nei cementifici sono colpiti da dermatite. Il cromo è presente anche nei detersivi, nei saponi, nel tessuti ecc. Cobalto Il cobalto è presente nel cemento e in varie leghe metalliche, inchiostri, tinture, oli lubrificanti. Coloranti Vengono utilizzate nel settore tessile, nella cosmetica, nella lavorazione delle... — | approfondisci »

Acciai legati

. Acciai al vanadio il vanadio è del gruppo del cromo (1% chiude austenite). Deossidante (va aggiunto in secchia). Forma tanti carburi, quindi sottrae C dalla matrice (diminuisce indirettamente la temprabilità). Aumenta la stabilità a caldo (stabilità tagliente acciai rapidi). Il vanadio, insieme al tungsteno, conferisce agli acciai estrema durezza anche a temperature elevate. Si distinguono gli acciai al vanadio-tungsteno, detti acciai rapidi, e gli acciai al vanadio-tungsteno-cobalto, detti acciai... — | approfondisci »

Daniele Gangemi

Il suo film d'esordio, Una notte blu cobalto, è interpretato dagli attori Corrado Fortuna, Regina Orioli, Valentina Carnelutti e Alessandro Haber. Le musiche portano la firma di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Filmografia • Alter Ego (2003), - cortometraggio • Una notte blu cobalto (2008), - opera prima - Premi • Migliore opera prima al 42° Worldfest International Independent Film Festival di Houston in Texas per il film Una notte blu cobalto Collegamenti esterni • Daniele Gangemi... —

  • Nome: Daniele Gangemi
  • Nazionalità: italiano
  • Data Di Nascita: 18 giugno 1980
  • Luogo Di Nascita: Catania
  • Attività: regista
  • Allora idioti primitivi, sturatevi le orecchie! Vedete questo? Questo è il mio "bastone di tuono"! È un Remington a doppia canna, calibro .12, il migliore del mio supermercato, lo si trova nel reparto caccia e attrezzi sportivi. Questo adorabile...
  • Dammi un po' di zucchero, baby. (Ash)
  • Erano solo frasi da letto! (Ash)

Glaucodoto

Il glaucodoto è un minerale. È un solfuro di cobalto, ferro e arsenico con formula (Co,Fe)AsS. Il rapporto cobalto:ferro(II) è tipicamente di 3 a 1 con tracce di nickel come sostituente. Forma una serie con l'arsenopirite (FeAsS). Abito cristallino È di colore compreso tra il grigio opaco ed il bianco stagno, tipicamente ritrovato come forme massive senza forma cristallina esterna. Cristallizza nel sistema ortorombico. Origine e giacitura La località di Vastmanland, in Svezia, ha rari... — | approfondisci »

Bieberite

La bieberite è un minerale, un solfato eptaidrato di cobalto. Il nome deriva dalla località tedesca di Bieber, presso Gelnhausen, nella regione di Hesse. Descritta per la prima volta da Wilhelm Karl von Haidinger (1795 - 1871), geologo e mineralogista austriaco, nel 1845. Abito cristallino Di questo minerale sono conosciuti solo cristalli monoclini ottenuti per via artificiale, in laboratorio. Origine e giacitura L'origine è secondaria in quanto si forma per alterazione dei composti di... — | approfondisci »

Giardino chimico

Il giardino chimico è un esperimento di chimica che si effettua normalmente aggiungendo sali metallici solidi come il solfato di rame(II) o il cloruro di cobalto(II) ad una soluzione di silicato di sodio (anche nota come vetro solubile). In breve tempo si osserva la formazione e la crescita di strutture solide, colorate a seconda del metallo, con una forma che può assomigliare a quella di vegetali. Il giardino chimico fu osservato e descritto per la prima volta da Johann Rudolph Glauber nel... — | approfondisci »