Cloruro d'argento
Il cloruro d'argento è il sale di argento dell'acido cloridrico.
Aspetto
È un solido cristallino di colore bianco, uno dei pochi cloruri metallici insolubili in acqua. Il cloruro d'argento è però solubile in soluzioni acquose di anioni alogenuri, di ioni tiosolfati, o di ammoniaca, con cui l'argento forma ioni complessi:
(aq) → AgCl (aq) O (aq) → Ag[(S O ) ] (aq) + Cl (aq) (aq) → Ag[(NH ) ] (aq) + Cl (aq) + Cl (aq) → AgCl(s)
Altre applicazioni
Note
Altri progetti... —
| approfondisci »
Hippolyte Bayard
Il processo di stampa positiva diretta utilizza della carta immersa in cloruro d'argento, che scurisce se esposta alla luce. Viene immersa nello iodato di potassio prima dell'esposizione e successivamente lavata in un bagno di iposolfito di sodio e asciugata. L'immagine risultante è un positivo non riproducibile. A causa dell'utilizzo della carta, poco sensibile alla luce, il tempo di esposizione alla luce è di circa 12 minuti, inutilizzabile per il ritratto, ma adeguato per il paesaggio... —
Mungo Ponton
Nel 1839 intuì la possibilità di utilizzare il bicromato di potassio nella fotografia, in concorrenza al cloruro d'argento, sostanza utilizzata dai procedimenti della dagherrotipia e della calotipia. Il bicromato, se unito ad una sostanza organica come la gelatina, diviene sensibile alla luce, indurendo proporzionalmente alla luce assorbita. Il bicromato è anche più economico del sale d'argento e per questo venne utilizzato nella stampa fotomeccanica, grazie agli studi di Alphonse Poitevin... —
| approfondisci »
Elettrodo di seconda specie
Un elettrodo di seconda specie è una semipila costituita da un metallo a contatto (solitamente rivestito) con un suo composto poco solubile, ed immerso in una soluzione contenente ioni comuni con questo sale. Classici esempi di questi elettrodi sono l'elettrodo a cloruro d'argento e l'elettrodo a calomelano.
Per l'elettrodo a cloruro d'argento
Ag ,AgCl | Cl
considerato come un comune elettrodo (elettrodo di prima specie), l'equazione di Nernst è la seguente:
.
Poiché la soluzione è... —
| approfondisci »
Stampa all'albume
La stampa all'albume è un tipo di stampa fotografica inventata nel 1850 da Louis Désiré Blanquart-Evrard e divenne in breve tempo il primo medium fotografico prodotto commercialmente su base industriale. Il nome di questa tecnica deriva proprio dal fatto che la cosiddetta chiara d'uovo, l'albume appunto, veniva adoperato come legante per creare un'emulsione a base di sali d'argento da stendere su fogli di carta. Del nitrato d'argento veniva fatto reagire con cloruro di sodio presente nell... —
| approfondisci »
Otto Wiener (fisico)
Insegnò presso le università di Aquisgrana e di Giessen fino al 1899 quando divenne direttore dell' Istituto di Fisica di Lipsia. Il suo campo di ricerca essenzialmente riguardò l'ottica. In particolare riuscì a produrre onde luminose stazionarie, facendo riflettere perpendicolarmente luce monocromatica su una lastra riflettente, nei cui pressi poneva un vetrino, ricoperto di cloruro d'argento, inclinato di un piccolo angolo con la superficie dello specchio. Sulla pellicola di cloruro... —
Alogenuro d'argento
velocemente all'esposizione luminosa. Il fenomeno non risulta reversibile, gli alogenuri, una volta anneriti sono irrimediabilmente rovinati. La sensibilità alla luce dei minerali d'argento ha fatto in modo di renderli utili nell'utilizzo delle emulsioni fotografiche per le lastre ed i rullini fotografici. Le emulsioni, un tempo utilizzate, contenevano una miscela di bromuro d'argento e cloruro d'argento con una piccola quantità di ioduro d'argento. Lo sviluppo delle pellicole trattate con quest... —
| approfondisci »
Elettrodo a vetro
combinato
In genere si compone di un tubo di vetro incamiciato da un tubo esterno in cui sono contenuti un filo d'argento [5, vedi figura], del cloruro d'argento e un elettrolita (generalmente una soluzione di cloruro di potassio) [6] che fungono da elettrodo di riferimento. Anche nel tubo interno si trovano un filo d'argento [4], del cloruro d'argento e un elettrolita [2], all'elettrolita è aggiunta una soluzione tampone; questi fungono da elettrodo di misura.
Il tubo interno è in contatto con la... —
| approfondisci »
Carta salata
, dapprima da lui denominato "disegno fotogenico". Tra queste varianti si inseriva la cd. "carta salata", cui però non fu mai veramente dato un nome (benché alcuni testi inglesi dell'epoca utilizzassero il termine transfer). Il nome generico con cui viene indicato questo processo deriva dal fatto che dei fogli di carta vengono intrisi di un sale comune, tipicamente cloruro di sodio o di ammonio, per poi essere fatti reagire con nitrato d'argento. In questo modo si formava cloruro d'argento, instabile... —
| approfondisci »
Analisi dei cloruri
L'analisi dei cloruri in soluzione, qualitativa e quantitativa, è alla base di molte determinazioni di carattere ambientale, industriale e clinico.
Riconoscimento qualitativo
Saggio del nitrato d'argento
Alla soluzione da analizzare viene aggiunta qualche goccia di soluzione di nitrato d'argento; la comparsa di un intorbidamento o di un precipitato bianco caseoso indica la presenza di cloruri.
Poiché altri sali d'argento possono precipitare, si conferma che l'anione è un cloruro aggiungendo... —
| approfondisci »
Johann Wilhelm Ritter
1800. Ritter era convinto che la natura bipolare dell'elettricità pervadesse tutta la natura e che quindi una radiazione invisibile oltre la luce visibile rossa, dovesse avere un equivalente dal lato opposto dello spettro visibile cioè oltre la luce viola. Fin dagli anni dell'università, notò che il cloruro d'argento era fotosensibile, cioè diventava scuro in presenza di luce. Questa esperienza lo aiutò a verificare la sua teoria grazie ad un esperimento analogo a quello di Herschel. Usando un... —
Cloruro
Lo ione cloruro (formula chimica Cl ) è lo ione di cloro con numero di ossidazione -1, cioè un atomo di cloro carico negativamente con un elettrone. Esso si forma normalmente sciogliendo acido cloridrico in acqua. I sali che contengono uno ione di questo tipo vengono detti cloruri.
Proprietà
I cloruri sono sali colorati o incolori, con diverse strutture cristalline. I cloruri sono quasi tutti solubili in acqua; un'eccezione (comunemente sfruttata in analisi chimica) è il cloruro d'argento... —
| approfondisci »