Papiro Di Leida

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Papiro di Leida

Il Papiro X di Leida è un papiro ellenistico risalente al tardo III secolo o ai primi anni del IV secolo, scritto in greco e conservato al Rijksmuseum van Oudheden di Leida, in Olanda. Questo documento è particolarmente importante perché si tratta della più antica testimonianza pervenutaci di ricettario tecnico nel campo dei procedimenti pratici della realizzazione di un'opera d'arte. Una seconda parte del papiro è conservata in Svezia: per questo viene chiamato Papiro di Stoccolma. Il papiro... — | approfondisci »

Leida

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Leida (Leiden in olandese, Leyden in forma arcaica) è una città dei Paesi Bassi situata nella provincia dell'Olanda meridionale e conta 117.363 abitanti. Conosciuta anche come "città della chiave" (Sleutelstad), si trova sul vecchio Reno tra L'Aia e Haarlem. La città è sede dell'università più antica dei Paesi Bassi, fondata nel 1575. Storia Fu forte militare ai tempi dell'impero romano dal 47 al III secolo con il nome latino di Matilo nella provincia di Germania inferiore, lungo il settore... — | approfondisci »

Manoscritto di Lucca

, di inchiostri dorati e d'argento, per colorare pietre artificiali e vetri da mosaico, per tingere pelli e tessuti, per fare dorature e per la lavorazione di metalli e leghe. Quest'opera è costituita da procedimenti sistemati senza ordine e non sono opera di un unico autore, ma vi confluiscono numerose fonti diverse, collocandosi in una preciso filone tecnico-letterario, con alcune ricette in diretto rapporto con quelle del Papiro di Leida e di Stoccolma, e corrispondenze anche con Eraclio e il... — | approfondisci »

Keftiu

Leida e il London Medical Papyrus, considerate copie di testi più antichi; Jean Vercoutter data il nome su base linguistica al 2200 a.C., tra la V e la VI dinastia. Il testo più antico da cui è noto è lo stesso Papiro di Leida, copia della diciannovesima dinastia e datato su basi stilistiche e contenutistiche al primo periodo intermedio. Tuttavia termini composti sulla radice KFTR sono attestati in Asia già dalla fine del III millennio a.C.: non è ancora chiaro se la radice sia comparsa per la... — | approfondisci »

Papiro di Ipuwer

Il Papiro di Ipuwer, o Lamentazioni di Ipuwer è un antico papiro egizio. Attualmente è conservato presso il Rijksmuseum van Oudheden di Leida, nei Paesi Bassi. È catalogato come Papyrus Leiden I 344 recto. Cenni storici Il manoscritto risale al Nuovo Regno (XIII secolo a.C.) come probabile trascrizione di un testo precedente del XIX-XVII secolo a.C. relativo al Primo Periodo Intermedio Il suo primo proprietario (Anastasi) dichiara che fu ritrovato a Menfi intorno alle piramidi di Saqqara... — | approfondisci »

Papiro di Stoccolma

conservata in Olanda, il cosiddetto Papiro di Leida. Il papiro fu scritto probabilmente a Tebe e venne rinvenuto nel XIX secolo in un'antica tomba e in seguito trasferito a Stoccolma, acquisendo il nome odierno. Contiene una ricca, seppur frammentaria, panoramica delle conoscenze tecniche artigianali, relativa all'area egizia e mediorientale, di particolare interesse perché scritto in una fase di transizione tra il mondo classico e quello medievale, anche se gli studiosi ritengono che i procedimenti... — | approfondisci »

Inchiostro ferrogallico

sviluppano su alcuni alberi (per esempio la gallozza della quercia), vetriolo verde (solfato ferroso) e gomma arabica (quest’ultima era usata come addensante per mantenere in sospensione il gallato di ferro). Esistono cenni dell’utilizzo dell’inchiostro ferrogallico fin dall’età romana. Nel papiro di Leida e nel papiro di Stoccolma sono conservate le più antiche ricette greche per la sua preparazone. Nel Medio Evo ebbe una grande diffusione anche se la prima ricetta latina nota è contenuta nel trattato... — | approfondisci »

Mappae clavicula

è molto difficile comprendere la commistione tra chimica e magia naturale, che all'epoca dovevano essere parte di un sapere unico e correlato. Alcune di queste ricette sono state provate come derivanti dal papiro di Leida o quello di Stoccolma, risalenti a circa quattro secoli prima (IV secolo), ma il materiale in genere è molto disomogeneo, con influenze di molte culture diverse: greca (Dioscoride), romana (Plinio il Vecchio), bizantina, araba e britannica. Altre ricette, presenti in codici... — | approfondisci »

Teofilo monaco

presenti. I procedimenti di realizzazione ci sarebbero quindi sconosciuti senza di essi e questo potrebbe generare difficoltà anche nella comprensione delle opere stesse. Le prime testimonianze scritte relative alla letteratura tecnica ci sono giunte da tradizione greco-egiziana (il papiro di Leida e di Stoccolma) che sembra avere influenzato profondamente la manualistica latina. Questa fu distrutta completamente per ordine di Diocleziano, turbato dal rischio che gli alchimisti riuscissero veramente a... — | approfondisci »

  • Nome: Teofilo
  • Inoltre: fu forse un monaco tedesco, vissuto probabilmente nel XII secolo nell'area renana. Fu l'autore del trattato De diversis artibus o Diversarum artium Schedula, un ricettario che rappresenta una sorta di enciclopedia del sapere tecnico del medioevo nel campo dell'arte e dell'artigianato, presentato per la prima volta in termini di chiarezza e divulgazione

Ricettario

manuali tecnici che ebbero una grande diffusione e furono da fonte per moltissimi altri. Storia Esistono frammenti di ricettari nel mondo antico ma nessuno ci è giunto in forma integrale. I più importanti di questi frammenti sono i cosiddetti papiro di Leida, dal nome della città olandese dove è conservato, e il papiro di Stoccolma, due parti dello stesso testo risalente probabilmente alla fine del II o all'inizio del IV secolo d.C., per un totale di circa 250 ricette. Per quanto riguarda il sapere... — | approfondisci »

La favola del leone, dell'uomo e del topo

asiatico e anche nella letteratura araba. Cenni storici Queste favole di animali sono comprese all'interno della raccolta denominata Il Mito dell'Occhio del Sole, appartenente ad un'epoca, post-tolemaica, vicina al II secolo d.C.. La raccolta è scritta su papiro ed è oggi conservata nel Museo di Leida. Le favole vengono raccontate allo scopo di placare la dea Occhio del Sole, raffigurata zoomorfa come Gatta etiopica ma identificabile con Tefnut, Bastet e altre forme sincretiche . Trama La prima... — | approfondisci »