Ius Civile

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Ius civile

Lo Ius civile è quella parte del diritto romano derivato dai mores maiorum, dalle XII tavole e dalla loro interpretatio e sviluppatosi poi nel periodo preclassico per opera soprattutto dei giuristi. Esso è la evoluzione laica dello Ius Quiritium, il diritto più antico dei Romani, strettamente connesso con la religione e rivelato dai pontefici. Verso la fine del periodo preclassico anche il diritto sorto da una lex o da un plebiscito aveva finito con l'essere incluso nello ius civile, mentre... — | approfondisci »

Tres qui fundaverunt ius civile

Con il termine tres qui fundaverunt ius civile si indicano tre giuristi, emersi nel 150 a.C. : Manio Manilio Nepote, Giunio Bruto e Publio Muzio Scevola. Sono noti per aver applicato al diritto romano i concetti astratti, per aver creato un sistema di ius controversus e per aver elaborato definizioni giuridiche. Note ... — | approfondisci »

Mos maiorum

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). Poi siccome queste non erano di facile lettura la loro interpretatio era comunque lasciata ai Pontefici tenuta ancora segreta perciò da ritenere sempre rientrante come interpretatio di mores almeno sino a quando Tiberio Coruncanio non la renderà pubblica e comincerà un'interpretazione laica creando vero e proprio diritto ovvero la creazione del Ius Civile. D'altra parte però le XII Tavole erano un'opera che non poteva riguardare e non riguardava tutti i rami del diritto perciò dove non arrivavano... — | approfondisci »

Vadimonio

Il "vas" (plurale "vades") fu un negozio verbale del diritto romano arcaico a forma rigorosamente imposta appartenente al "ius civile". La costituzione del "vas" fu espressa con la locuzione "vadem dare". Il "vas" fu un particolare tipo di garante, presente sia nel processo privato che nel processo criminale pubblico: era colui che garantiva la ripresentazione del convenuto in tribunale nel giorno stabilito. Nel diritto romano classico, si definì vadimonio la promessa solenne fatta dal... — | approfondisci »

Actio Pauliana

L' Actio Pauliana è un'azione utile ovvero inserita dal pretore nell'editto per tutelare una situazione altrimenti iniqua secondo ius civile, e fittizia ovvero per rendere effettiva l'azione iure civili il pretore inseriva una finzione grazie alla quale il giudice avrebbe potuto considerare un fatto giudicando equamente. Quest'azione in particolare era esperibile dal creditore contro il debitore inadempiente che, tramite mancipatio di uno schiavo, in frode allo stesso creditore tentava di... — | approfondisci »

Diritto civile

Il diritto civile (Lat. Ius civile) è l'insieme di norme giuridiche che regolano i rapporti tra privati. È una branca del diritto privato assieme al diritto commerciale. Il diritto civile comprende la materia dei contratti, delle obbligazioni, dei diritti reali, delle persone e della famiglia, delle successioni a causa di morte, della responsabilità civile. Invece il diritto commerciale si sviluppa intorno alla nozione di imprenditore e impresa, e si occupa in particolare della disciplina... — | approfondisci »

Mancipatio

La mancipatio era un negozio solenne, di origini molto antiche, del diritto romano, traslativo dello ius Quiritium (il nucleo più antico del diritto romano) e poi dello ius civile, su persone o cose che proprio in quanto scambiati tramite questo atto vennero definiti res mancipi. La capacità di porre in essere una mancipatio dapprima apparteneva ai soli cittadini romani sui iuris, gli unici ad esercitare lo ius commercii, presto riconosciuto anche ai Latini. Originariamente si svolgeva nel... — | approfondisci »

Peculium

Il peculium è un istituto che nel diritto romano, più precisamente nello ius civile , indicava la donazione di una certa quantità di beni (inizialmente solo una somma di denaro, più avanti anche servi e immobili) che il dominus (avente potestà) metteva a disposizione del filius o del servus (soggetti a potestà). Costoro, essendo privi di capacità giuridica ma dotati di una seppur parziale capacità di agire, non potevano disporre di beni propri ma potevano porre in essere atti giuridicamente... — | approfondisci »

Manio Manilio Nepote

Egli venne considerato dal giurista Pomponio nella sua opera Liber singularis enchiridii, come uno dei tre giuristi (gli altri due erano Marco Giunio Bruto e Publio Muzio Scevola) «qui fundaverunt ius civile» . Fu console nel 149 a.C. e di lui ci sono giunti tre libri di ius civile. Quest'opera segna un passo molto importante nella storia del diritto romano in quanto Manilio ebbe la grande capacità di staccarsi totalmente dal modello della Legge delle XII tavole e creare un'opera con una... — | approfondisci »

  • Nome: Manio Manilio
  • Nazionalità: romano
  • Attività: giurista
  • Inoltre: fu uno dei più eminenti giuristi del II secolo a.C.

Ius gentium

In diritto romano, lo ius gentium è l'insieme di regole che ha la sua fonte nella naturalis ratio e che viene osservato in eguale misura tra tutti i popoli. Esso si contrappone concettualmente allo ius civile quale diritto proprio di ciascuna civitas. Mentre lo ius civile deriva da leggi scritte, il secondo ha la sua fonte del diritto nell'agire che resta invariato nel tempo, e diventa legittima prassi. Non riguarda, tuttavia, la tradizione di un popolo, ma le abitudini comuni agli uomini di... — | approfondisci »

Ius honorarium

Il ius honorarium è il sistema di norme che nel periodo successivo al 367 a.C. venne introdotto dai magistrati romani (principalmente dal praetor) al fine di colmare le lacune dell'ormai obsoleto ius civile, sempre più inadeguato a regolare la crescente società di Roma in un periodo di grande espansione geografica, militare ed economica. L'attributo honorarium trae origine dall honor di cui erano forniti i magistrati romani, come ci confermano gli stessi giuristi romani. Con Ius Honorarium s... — | approfondisci »

Ius edicendi

Lo ius edicendi è la potestà per i magistrati romani di emanere editti, inizialmente inteso come il programma che il praetor urbanus e quello peregrinus emanava dicendo quali sarebbero state le regole che avrebbe seguito nella sua opera di integrazione dello ius civile Il giurista romano Gaio ricorda che analogo potere spettava anche ai presidi delle provincie senatorie e agli edili curuli: Questo il brano delle sue Istituzioni: La codificazione dell'editto Con il passare degli anni... — | approfondisci »